Da bimba giocavo con le Barbie.
La mia Barbie aveva un vestito da sposa bellissimissimo: bianco, lungo, con la gonna di raso e un pochino di strascico e con il corpetto di pizzo lavorato con le mezze maniche e il collo alto.
Da grande volevo un vestito da sposa proprio come quello, volevo tenere il vestitino per darlo alla sarta e farmelo fare uguale uguale uguale.
Poi sono diventata grande e ho deciso che il matrimonio proprio non faceva per me. Dopotutto serve il matrimonio per stare bene con una persona? Non basta stare bene insieme, vivere nella stessa casa e rispettarsi a vicenda? Devi prometterlo davanti a qualcuno?
Poi sono diventata ancora più grande.
Max. Un bimbo. Una casa.
E la vita cambia così all’improvviso. E ti accorgi che stai bene bene bene. E vuoi che questo non finisca mai. E ti senti così forte che non ti ferma niente. E ti accorgi che il resto in fondo non conta niente rispetto a quello che hai. E sai che loro sanno ma vuoi dimostrare che sei proprio sicuro sicuro sicuro.
E allora capisci cosa vuol dire il Matrimonio.
Non la cerimonia, il vestito bianco della Barbie bello bello bello, il pranzo con 1000 invitati, i regali.
Il Matrimonio.
E vuoi che sia una cosa intima, tua e sua e vostra con intorno solo le persone che davvero devono esserci, non uno di più non uno di meno.
E allora si va in Comune ad informarsi. Si fanno le pubblicazioni. Si fissa la data due settimane dopo, il 18 luglio 2009.
Ed eccoci in Comune a Valle Salimbene in jeans e scarpe da tennis con 7 invitati e sicuri sicuri sicuri di quello che vogliamo: stare insieme, formare una Famiglia, rispettarci, avere fiducia, essere complici e compagni e non smettere mai mai mai di ridere insieme.
Poi arrivano le sorprese e ti ritrovi due persone meravigliose che dal lago sono arrivate apposta per stare con te quei dieci minuti in cui dici Si e firmi un librone e che dicono di essere capitati lì ‘per caso’ mentre andavano a pranzo da amici.
E ti ritrovi una banda di amici in jeans e scarpe da tennis che ti aspetta fuori dal Comune di Valle Salimbene con una manciata di riso e tanta tanta tanta allegria.
E allora escono due lacrime e improvvisi un aperitivo al Turista con 25 persone, un pranzo in un agriturismo con papà mamma nonna sorella e consorte e zii e un meraviglioso viaggio di nozze di un giorno a Champoluc.
E allora capisci che è proprio così che devono andare le cose.
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